Quali nuove, Matto?
Be', ho iniziato la scuola di teatro a Muncalè: prime lezioni di Improvvisazione, Espressione corporea e Dizione.
Improvvisazione: primissima lezione, la timidezza prende il sopravvento; mi dimentico tutto, mi sembra di essere alla prima del far teatro. Meglio - penso - così potrò imparare di più: un vaso vuoto accoglie meglio. Si inizia con esercizi in apparenza semplici, cerchiamo di prendere coscienza dello spazio scenico; poi fiducia verso i compagni: lasciarsi cadere all'indietro sperando che ti prendano. Nota dolente (come i miei muscoli dopo la serata): per similitudine mi tocca accogliere un macigno d'uomo alto e possente, sui 110kg, ma me la cavo.
Scioglilingua a manetta, variamente interpretati:
"In un palazzo ci sta un cane pazzo, tie' pazzo cane sto pezzo di pane!"
detto alla normale, alla pazzo, alla Mussolini.
Espressione corporea: arriva l'insegnante. Calmo, muto, pesa i movimenti. Che attore! Si spoglia davanti a noi, si veste comodo, si siede; legge i nomi e fissa. Qualcuno chiede il perché: "Cerco di associare il nome alla faccia, è come scolpire il nome nel marmo". Inizia a incuriosirmi, traspare tanta profondità. Esercizi su esercizi per capire di essere nel nostro corpo.
"Come attori dobbiamo prendere coscienza di un fatto: lavoriamo sulla schizofrenia. Se Ofelia piange, è lei che piange, ma anche io piango. Così dobbiamo sentire di essere nel corpo: noi, nel corpo, che agisce da sé".
Come mi ricorda Gurdjieff tutto questo: automi spinti meccanicamente dalle emozioni, la necessità di un atto di volontà per prendere coscienza.
"Solo attraverso l'esperienza c'è apprendimento", quanto amo queste parole. "Sfidare il corpo, metterlo in difficoltà, perché possa imparare nuovi stati".
In breve: una figata!
Dizione: obiettivo, eliminare tutti i problemi in tre mesi. Esercizi su esercizi, respirazione, articolazione, vocalizzi che fanno disperare chiunque. Mi prenderanno per pazzo, ma da Matto a pazzo c'è poco! Esperienza molto vicina al Pilates e al Training Autogeno.
Giudizio complessivo: una figata! Tosta, 9 ore alla settimana sono pesanti aggiunte a tutto il resto, ma vedo possibilità di imparare molto.
Altre novità dal mondo teatrale: si replica la Foresta Fantastica e sono stato promosso a Bardo.
Novità dal mondo dell'università: devo iniziare la relazione su Teoria dei Numeri e la presentazione per il Laboratorio di Tecniche multimediali per la comunicazione scientifica (che non è powerpoint!!!).
Intanto il mio dolce amore sopporta i desideri di questo Matto; a volte lo asseconda, a volte non lo capisce. Ti amo.
Termino con una storia Indù, trovata su un depliant di un mistico "Corso di saggezza" e poi riferita oggi dalla mia bella.
Un'antica leggenda indù racconta che ci fu un tempo in cui tutti gli uomini erano degli Dei, ma abusavano così tanto della loro divinità che Brahma, capo degli Dei, decise di togliere loro il potere divino e nasconderlo dove mai avrebbero potuto trovarlo.
Dove nasconderlo divenne, quindi, il grande problema. Quando gli Dei minori furono chiamati a consiglio per esprimere il loro parere, dissero: "Seppelliremo la divinità dell'uomo in fondo alla terra". Ma Brahma affermò: "No, perché l'uomo scaverà e lo troverà". Allora gli Dei dissero: "Nasconderemo la divinità dell'uomo sul fondo dell'oceano". Ma Brahma replicò: "No, perché prima o poi l'uomo esplorerà le profondità degli oceani ed un giorno la troverà e la riporterà in superficie". Allora gli Dei minori conclusero: "Non sappiamo dove nasconderla, perché sembra che non ci sia posto alcuno, sulla terra o nel mare, dove l'uomo non possa ritrovarla".
Allora Brahma disse: "Ecco cosa faremo con la divinità dell'uomo: la nasconderemo dentro lui stesso, perché mai penserà a cercarla proprio lì".
E da allora, conclude la leggenda, l'uomo ha girovagato per la Terra alla ricerca di qualcosa che è già dentro di lui.
